Salta al contenuto

Contenuto

Il Nuovo Circondario Imolese, tramite l’Ufficio di Piano Federato, si è attivato formalmente nell’ambito del procedimento relativo alla Variante al PAI Po e all’aggiornamento delle Mappe della pericolosità di alluvioni del Distretto idrografico del fiume Po, presentando osservazioni tecniche e puntuali agli enti competenti.

Le osservazioni sono state trasmesse all’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po, alla Regione Emilia-Romagna e alla Città Metropolitana di Bologna. L’obiettivo è contribuire a una rappresentazione corretta, coerente e tecnicamente fondata delle aree interessate dalle nuove perimetrazioni, evitando ricadute improprie su cittadini, imprese, attività agricole e realtà produttive del territorio.

Si tratta di un’attività doverosa e puntuale: leggere gli atti, verificarne gli effetti concreti e formulare osservazioni a tutela delle comunità locali. La sicurezza idraulica resta un tema centrale, che richiede strumenti di pianificazione rigorosi, aggiornati e aderenti alla reale conformazione dei luoghi. Proprio per questo è necessario evitare classificazioni non corrette o non pienamente coerenti con gli elementi tecnici disponibili, perché tali classificazioni possono produrre conseguenze significative per famiglie, aziende, agricoltori e attività economiche. Nel merito, il Nuovo Circondario Imolese ha presentato osservazioni sia sulla Variante al PAI Po, sia sulle Mappe PGRA del terzo ciclo di pianificazione 2027-2033. Le osservazioni riguardano, da un lato, aspetti generali della disciplina proposta, come la necessità di rendere più chiaro il rapporto tra le nuove norme e gli strumenti urbanistici vigenti; dall’altro, casi puntuali in cui le perimetrazioni delle aree allagabili o delle fasce fluviali risultano da approfondire, correggere o meglio precisare.

Tra i temi evidenziati vi è, in particolare, la necessità di chiarire il riferimento al “centro edificato” contenuto nelle norme della Variante PAI, affinché sia coerente con la disciplina urbanistica regionale e con il concetto di territorio urbanizzato previsto dalla normativa dell’Emilia-Romagna. Questo passaggio è rilevante perché incide concretamente sull’applicazione dei vincoli e sulle possibilità di intervento nei territori interessati.

Le osservazioni chiedono inoltre una maggiore definizione dei contorni applicativi relativi ad alcune aree di fascia C e ai cosiddetti limiti di progetto tra fascia B e fascia C, per evitare interpretazioni non univoche e applicazioni distorsive. L’obiettivo è fare in modo che le tavole cartografiche, le legende e le norme siano pienamente coerenti tra loro e consentano a Comuni, tecnici, cittadini e imprese di sapere con chiarezza quali regole si applicano alle diverse aree.

Per quanto riguarda le Mappe PGRA, sono state segnalate diverse situazioni territoriali nelle quali le classificazioni di pericolosità idraulica risultano non pienamente corrispondenti ai dati tecnici disponibili. In particolare, sono state avanzate richieste di correzione per aree che risultano classificate come allagabili pur non essendo interessate, sulla base delle mappe dei tiranti idrici, da scenari di allagamento coerenti con quella classificazione. In alcuni casi viene evidenziato che il riempimento locale di fossi poderali o stradali non può essere automaticamente considerato come allagamento dell’intera area circostante.

Un’attenzione specifica riguarda anche alcune porzioni del territorio agricolo e produttivo, dove classificazioni improprie o eccessivamente estensive potrebbero determinare effetti rilevanti sulle attività esistenti, sulle prospettive di investimento, sulla gestione dei terreni e sulla possibilità di realizzare interventi ordinari o necessari. Per questo le osservazioni chiedono che la pianificazione del rischio sia fondata su dati puntuali, verifiche coerenti e rappresentazioni cartografiche aderenti alla realtà.

Accanto alle osservazioni principali, l’Ufficio di Piano Federato ha inoltre segnalato ulteriori possibili errori materiali nelle mappe della pericolosità del PGRA, relativi ad alcune aree del Reticolo Secondario Collinare Montano, tra cui ambiti nei territori di Dozza, Castel San Pietro Terme, Imola e Castel del Rio. In particolare, sono state indicate perimetrazioni che appaiono attribuite in modo non corretto ad alcuni corsi d’acqua o estese a porzioni territoriali che non risultano coerenti con gli scenari di allagamento rappresentati. Per tali aree è stata chiesta una verifica tecnica e la conseguente correzione delle perimetrazioni ritenute non corrispondenti alla reale situazione dei luoghi. Le osservazioni presentate non mettono in discussione la necessità di rafforzare la prevenzione e la gestione del rischio idraulico. Al contrario, chiedono che questo lavoro venga svolto con precisione, equilibrio e responsabilità, distinguendo le aree realmente esposte da quelle che, sulla base degli approfondimenti tecnici, risultano inserite impropriamente o in modo non coerente.

Il Nuovo Circondario Imolese continuerà a seguire l’iter, mantenendo alta l’attenzione sulla sicurezza idraulica, sulla correttezza degli strumenti pianificatori e sulla tutela delle comunità locali, delle attività agricole e del sistema produttivo del territorio. La presente comunicazione assume carattere indispensabile in ragione della particolare delicatezza della materia trattata, della stringente urgenza connessa alle scadenze procedimentali in corso e del preminente interesse pubblico alla corretta informazione delle comunità interessate, alla tutela della sicurezza idraulica del territorio e alla salvaguardia delle attività agricole, produttive ed economiche coinvolte.

Allegati

A cura di

Questa pagina è gestita da

Ufficio Relazioni con il Pubblico

Piazza Armando Cavalli, 15

40020 Casalfiumanese

Ultimo aggiornamento: 20-05-2026, 10:03